SETTIMANA SANTA A PALERMO

SETTIMANA SANTA A PALERMO 1

Con la Domenica delle Palme hanno inizio le celebrazioni religiose unitamente ai riti legati alla tradizione popolare della Settimana Santa a Palermo culminanti con il Triduo pasquale che trova il suo fulcro nella Veglia Pasquale e nella Domenica della Resurrezione. Uno dei modi prediletti dei palermitani per festeggiare la Domenica di Pasqua, dopo il lungo periodo purificatorio della Quaresima, è quello di condividere insieme a parenti ed amici la tavola colma di prelibatezze tipiche della gastronomia locale, che affonda le proprie radici nelle culture dei diversi popoli che per secoli hanno dominato o comunque abitato la Sicilia. Quindi non possono mancare piatti come l’agnello o il capretto a forno insieme alle patate, il Farsumagru (Falsomagro, ovvero carne farcita con salumi, formaggi , uova sode etc.), carciofi ed altre verdure di stagione in pastella e poi i mitici dolci come la cassata con la ricotta, i cannoli, le pecorelle di pasta reale etc.

Domenica delle Palme . Nella chiesa di San Francesco d’Assisi, alle ore 19,30 avrà luogo lo spettacolo “Il pianto della Madonna”, una lauda sacra di Jacopone da Todi, eseguita dal Coro polifonico “Propter Gaudium” diretto dal maestro Giovanni Vaglica, con la regia di Alberto Cordaro;

Giovedì Santo. Giorno dedicato all’adorazione dell’Eucarestia per tutto il giorno e fino a tarda sera, tutte le chiese rimangono aperte per permettere ai fedeli la visita degli “Altari della Reposizione” (secondo la tradizione, la preghiera va fatta in sette chiese o, quanto meno il numero deve essere dispari) addobbati dai “Sepolcri”, ovvero ciotole in cui sementi sono state fatte germogliare al buio per 40 giorni e adornati da nastri e fiocchi, disposti con eleganza barocca solitamente in uno degli altari laterali delle chiese.

SETTIMANA SANTA A PALERMO 2
SETTIMANA SANTA A PALERMO 3
SETTIMANA SANTA A PALERMO 4

Venerdì Santo. A partire dalle ore 16, diverse confraternite animano il centro storico di Palermo con le loro rappresentazioni del dramma doloroso di Cristo morto seguita dall’Addolorata, spesso raffigurata da sette spade trafitte nel petto, accompagnate da bande musicali e figuranti vestiti da soldati romani. Tra le processioni del Venerdì Santo organizzate dalle più antiche confraternite, spesso legate da arti e mestieri, ricordiamo: la processione della Confraternita di Maria SS Addolorata e Cristo morto del Venerdì Santo alla Guilla (Chiesa di S. Giovanni alla Guilla – via Beati Paoli); la processione della Confraternita di Maria SS Addolorata ai Cassari (Chiesa di S. Maria La Nova – piazza S. Giacomo La Marina, 13); la processione della Confraternita dei Panettieri o dei Fornari (Chiesa di S. Isidoro all’Albergheria – via Cadorna); la processione della Confraternita dei Cocchieri (Chiesa di S. Maria dell’Itria – via Alloro); la processione della Confraternita di Maria SS Addolorata degli Invalidi e dei Mutilati (Chiesa di S. Matteo – via Vittorio Emanuele, 247); la processione della Confraternita di Maria SS Addolorata de la Soledad (Chiesa di S. Nicola da Tolentino – via Maqueda, 159) e la processione della Confraternita del SS Crocifisso al Borgo (Chiesa di S. Maria di Monserrato – piazza Croci). Alle ore 21 nei Giardini della Zisa si tiene la Via Crucis vivente organizzata dalla Parrocchia di Santo Stefano Protomartire alla Zisa.

Sabato Santo ( Nella maggior parte delle chiese si svolgono le funzioni della Veglia Pasquale. Nella chiesa di San Domenico, Pantheon della città, ha luogo il caratteristico rito della “Calata r’a tila” (la Calata della Tela) in cui il pesante telo che copre l’immagine del Cristo Risorto posto sopra l’altare maggiore viene giù tra canti di gioia per la Resurrezione

Back to Top
Close Zoom